Perchè i casi sono 2 forse?
1) Se ci sono gli ingredienti si rischia che se li mangi lui.
2) Se non ci sono si rischia che si incuriosica e perda tempo a cercarli, non lavorando più.
Tertium datur
Se ci sono stati e ora non ci sono, perde tempo a cercarli, ma non trovandoli, deperisce roso dalla curiosità.
E se ci saranno ancora, e il contadino sono io, probabilmente muoio prima.
lunedì 28 febbraio 2011
Non è stato lo screen last
Niente bene, cambio umore, sempre in peggio, da un secondo all'altro. Basta un'affermazione generale perchè questo mi succeda, anche se non esplicitamente rivolta a me.
No so più dove sia, se ci sia, questo divertimento.
Forse è un mito di sl.
Si dice che alcuni usino sl per "riscattare" una vita reale insoddisfacente...Per me sl è anche peggio della mia vita reale quando mi sento così.
No so più dove sia, se ci sia, questo divertimento.
Forse è un mito di sl.
Si dice che alcuni usino sl per "riscattare" una vita reale insoddisfacente...Per me sl è anche peggio della mia vita reale quando mi sento così.
martedì 22 febbraio 2011
misure
Per quanto mi sforzi non riesco a trovare nulla d'interessante nella mia vita.
Sarà che sono un po' maniaco di unità di misura.
Misurare per me è importante e misurare è confrontare.
Ma l'unica unità di misura con cui possa confrontare un uomo è solo sè stesso; quello che poteva fare e quello che ha fatto.
E se misuro me stesso con me stesso...
Alla fine ho commesso solo un grosso errore.
Nascere.
Sarà che sono un po' maniaco di unità di misura.
Misurare per me è importante e misurare è confrontare.
Ma l'unica unità di misura con cui possa confrontare un uomo è solo sè stesso; quello che poteva fare e quello che ha fatto.
E se misuro me stesso con me stesso...
Alla fine ho commesso solo un grosso errore.
Nascere.
lunedì 21 febbraio 2011
screen last
Questa foto - che non è una fotografia ma uno screenshot - è quella che viene salvata nel PC quando ci si deconnette da second life con il nome di "screen last".
Viene sostituita ad ogni sconnessione, a parte quando si crasha, simpatico neologismo che significa quando ci si deconnette per errori dei programmi, sia quelli del proprio pc che quelli del server.
In questo caso è letteralmente vicina ad essere la mia last, l'ultima salvata sul mio PC.
Ho disinstallato il wiever e, facendolo girare sotto windows, questo mi costa un po'. Ogni volta che si installa e si disinstalla quelle porcate dei registri di windows si sporcano. Ma per le cose serie uso una distro linux e, quando mi ritornerà la voglia, non sarà un gran problema reistallarlo.
Certo che in un periodo in cui le cose non andavano male trovarsi ancora una volta in una situazione non chiara, tanto da procurarmi fastidio, è una piccola sfortuna.
Ora un po' di vanità.
1) Non sono mai stato niubbo, neologismo bruttissimo. Sono stato cintura bianca di karate, sono stato un remigino, sono stato un allievo canoista...Ma niubbo in sl mai. Per un motivo molto semplice. Quella che viene chiamata niubbagine in sl è solo una maniera per dire che non si ha una buona capacità di spesa...E io da sl me ne stavo lontano principalmente per la ragione che esistono i linden, e sono scambiabili con altre monete del mondo reale. Questo ha fatto di sl principalmente un emporio. Io non voglio mettere un cent su sl, dunque rimarrò un barbone a meno di spendere tempo per guadagnare lì...Tempo che ora non ho.
Mai stato niubbo, nel senso letterale del temine, per il fatto che mi ci sarà voluta una settimana per capire come funziona..Tecnicamente. Capire come funzionano le relazioni lì è solo impossibile...Da quel punto di vista siamo tutti niubbi, indipendentemente dall'età o dai dané.
2) Io ho una parola sola. Ma questa è una disgrazia...Non avendo nemmeno parole da vendere morirò povero e sbeffeggiato...Beh, gli altri moriranno comunque sbeffeggiati e a me del bel funerale fotte sega.
3) Se decido di non tornare mai più troverò il modo di fare avere la mia misera eredità a qualcuno per il semplice fatto che un'educazione abbastanza rigida mi ha insegnato che "trasà l'è pecà", sprecare è peccare. Quei pochi soldi lasciati lì', non impiegati, magari anche male, mi farebbero non star bene.
4) Ho anche la grandissima qualità della calma...Ma quando mi girano, mi girano proprio tanto.
5) Sono anche tanto insensibile, qualità da rivalutare, da lasciare su 2 piedi avatar ( ma dietro un avie c'è almeno una persona) che mi piacciono e non mi hanno fatto nulla...Sì, nessuno mi ha fatto nulla...Ma c'è sempre un nulla più nulla di altri nulla. E una somma d'infinitesimi può dare una quantità finita, se la somma è di infiniti termini...Mah...Forse certi istanti sono meno "finiti" di altri e possono simulare una tensione all'infinito.
6) Sono praticamente astemio, anche stasera con la pizza ho bevuto la coca. Sto digerendo benissimo.
...
69) In sl a volte. E mi chiedevo sempre come potesse sopravvivere l'avatarina all'aver la testa trapassata da parte a parte.
Dunque, visto che mi girano, perchè mi sono stufato di essere...Ma non lo so di cosa!!!
Me ne vado, almeno per un po'.
Anzi, il primo Marzo entro di sicuro. Voglio vedere se ho vinto un torneo. Sapete...1000 linden...Per un morto di fame come me son soldi.
afk (away from keyboard o affankulo, fate voi).
martedì 15 febbraio 2011
Boh 2?
E se questa confessione laica non servisse solo ad assolvere dai peccati altrui?
Sarà...Ma uno sciamano agisce prima , meglio e più in profondità.
La grossa differenza è la parcella.
La psicanalisi è tipica di una popolazione ricca e studiata per questa.
Sarà...Ma uno sciamano agisce prima , meglio e più in profondità.
La grossa differenza è la parcella.
La psicanalisi è tipica di una popolazione ricca e studiata per questa.
domenica 13 febbraio 2011
Pensieri sparsi...Quando non si ha voglia di scegliere un titolo si usa questo e va bene sempre
Qui metterò insieme alcune cose che potrebbe sembrare non abbiano un collegamento tra di loro, e forse non ce l'hanno. Potrò risultare antipatico, ma in testa non ho molto ordine in questi ultimi tempi. C'è ancora più disordine del solito.
Venerdì 4 febbraio un operaio che lavorava al cantiere di casa mia si è suicidato.
Non lo ha fatto nel cantiere, ha utilizzato uno dei metodi classici di questi posti; si è buttato dal ponte di Trezzo, non nell'Adda, ma su una strada che porta all'argine.
Aveva 41 anni, un po' più giovane di me e si chiamava come me. Era quello che vedevo più spesso tra quelli che lavorano qui. Ha lavorato sotto la pioggia e al gelo. Non lo conoscevo, raramente vado oltre ai saluti, ma era quello che mi sembrava più simpatico. Avevo scambiato con lui solo poche parole.
Fin da piccolo mi sono sempre sentito dire che dovevo scegliere, che era una mia scelta e di pensarci bene.
Fin da piccolo mi chiedevo come potessi scegliere se non avevo elementi su cui basare la mia scelta. Comunque la si metta è come scegliere un numero dall'urna della tombola.
Ci sono due modi per scegliere il numero giusto, escludendo alcuni vantaggi che una nascita in certe famiglie dà.
Il primo è barare. Cambiare il numero ogni volta che si ha l'opportunità e da questo trarne vantaggio.
Non sono bravo a barare, non dico che non l'ho mai fatto, ma non mi piace farlo e mi faccio notare quando tento di farlo.
Il secondo è conoscere in anticipo quale sarà il numero vincente, ovvero essere Dio.
Finché non morirò avrò sempre questa dannata tensione a diventare Dio per poter finalmente sapere quale sia la scelta giusta.
Mi ricordo esattamente quando mi sono accorto che mi piaceva l'estetica del fetish, anche se non conoscevo questa parola.
Andammo, io e alcuni miei compagni di scuola del liceo, a vedere Grease, quel film con Olivia Newton John e John Travolta.
All'uscita i miei amici, tutti e tutte, si misero a commentare l'abbigliamento dell'Olivia, dicendo che stava benissimo con i vestitini da brava ragazza mentre ci perdeva vestita in nero.
Per me era evidente il contrario, pensavo che i miei amici scherzassero. Ricordo ancora quei pantaloni attillati...
Ma la cosa non ebbe seguito.
Faccio fatica a maneggiare, non ha manipolare, quello non m'interessa di manipolare chicchessia, la distanza che sento in second life con gli altri, non con tutti.
Il sapere in anticipo che non incontrerò - ed è anche una mia scelta, non sono facile ad uscire dalla mia tana - persone interessanti che mi dicono esplicitamente che quello che fanno nella loro vita reale lo tengono nascosto perché non sarebbe accettato da chi gli sta intorno, o più semplicemente dalla morale corrente, mi produce tensioni.
Un po' sarà curiosità. Ma la sola curiosità di solito mi stimola a conoscere, a cercare di sapere. In second life invece mi deprime. Tutto questo sapendo che colui, o colei, con la quale sto parlando magari mente su tutto.
Nella vita di tutti i giorni non ho mai sentito queste tensioni. In second life, invece, devo staccare per non farmi del male.
Ho da tempo imparato che per rilassarmi devo far fatica.
Quando pedalo, penso solo a pedalare.
.
Venerdì 4 febbraio un operaio che lavorava al cantiere di casa mia si è suicidato.
Non lo ha fatto nel cantiere, ha utilizzato uno dei metodi classici di questi posti; si è buttato dal ponte di Trezzo, non nell'Adda, ma su una strada che porta all'argine.
Aveva 41 anni, un po' più giovane di me e si chiamava come me. Era quello che vedevo più spesso tra quelli che lavorano qui. Ha lavorato sotto la pioggia e al gelo. Non lo conoscevo, raramente vado oltre ai saluti, ma era quello che mi sembrava più simpatico. Avevo scambiato con lui solo poche parole.
Fin da piccolo mi sono sempre sentito dire che dovevo scegliere, che era una mia scelta e di pensarci bene.
Fin da piccolo mi chiedevo come potessi scegliere se non avevo elementi su cui basare la mia scelta. Comunque la si metta è come scegliere un numero dall'urna della tombola.
Ci sono due modi per scegliere il numero giusto, escludendo alcuni vantaggi che una nascita in certe famiglie dà.
Il primo è barare. Cambiare il numero ogni volta che si ha l'opportunità e da questo trarne vantaggio.
Non sono bravo a barare, non dico che non l'ho mai fatto, ma non mi piace farlo e mi faccio notare quando tento di farlo.
Il secondo è conoscere in anticipo quale sarà il numero vincente, ovvero essere Dio.
Finché non morirò avrò sempre questa dannata tensione a diventare Dio per poter finalmente sapere quale sia la scelta giusta.
Mi ricordo esattamente quando mi sono accorto che mi piaceva l'estetica del fetish, anche se non conoscevo questa parola.
Andammo, io e alcuni miei compagni di scuola del liceo, a vedere Grease, quel film con Olivia Newton John e John Travolta.
All'uscita i miei amici, tutti e tutte, si misero a commentare l'abbigliamento dell'Olivia, dicendo che stava benissimo con i vestitini da brava ragazza mentre ci perdeva vestita in nero.
Per me era evidente il contrario, pensavo che i miei amici scherzassero. Ricordo ancora quei pantaloni attillati...
Ma la cosa non ebbe seguito.
Faccio fatica a maneggiare, non ha manipolare, quello non m'interessa di manipolare chicchessia, la distanza che sento in second life con gli altri, non con tutti.
Il sapere in anticipo che non incontrerò - ed è anche una mia scelta, non sono facile ad uscire dalla mia tana - persone interessanti che mi dicono esplicitamente che quello che fanno nella loro vita reale lo tengono nascosto perché non sarebbe accettato da chi gli sta intorno, o più semplicemente dalla morale corrente, mi produce tensioni.
Un po' sarà curiosità. Ma la sola curiosità di solito mi stimola a conoscere, a cercare di sapere. In second life invece mi deprime. Tutto questo sapendo che colui, o colei, con la quale sto parlando magari mente su tutto.
Nella vita di tutti i giorni non ho mai sentito queste tensioni. In second life, invece, devo staccare per non farmi del male.
Ho da tempo imparato che per rilassarmi devo far fatica.
Quando pedalo, penso solo a pedalare.
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