Ma che cazzo è?
mercoledì 29 settembre 2010
lunedì 27 settembre 2010
crypta
E' da quando c'è che la chiamo così.
Per farsi un'idea l'immagine panoramica sotto il titolo del blog è una foto della crypta.
Di fatto è una parte della cantina di casa mia, in pratica ci abito.
Ci dormo anche, più fresca d'estate e d'inverno posso lasciare la finestra aperta, non spalancata.
Ha un calorifero sovradimensionato e quando accendo, la mattina, il riscaldamento, non impiega molto a ritornare a temperature accettabili.
Fumo anche, lasciare la finestra aperta è quasi una necessità, oltre che, per me, una comodità.
Mi piace dormire al freddo sentendo il peso delle coperte.
Quando è stato costruita stavo finendo il liceo, primi anni '80, e mi ricordo che pensai:"Toh, un posto tutto per me solo ora che mi manca l'università, tra 5 o 6 anni non servirà più".
Di solito studiavo in cucina, oppure, se non dovevo scrivere, al cesso.
Studiavo poco del resto...
Sono ancora lì, anzi, qui.
Quando ho cominciato a scrivere, più leggere, su un forum, mi è venuto spontaneo assumere come nickname crypta, il nome del posto in cui mi trovo.
Niente di funereo.
E' invece stato solo un caso se, prima sui blog, poi in altri posti, uso il mio vero nome.
O forse non è stato un caso. Il caso è stato arrivare in quei blog, come firmarmi l'ho deciso io.
Tipico post di soli cazzi miei.
Per farsi un'idea l'immagine panoramica sotto il titolo del blog è una foto della crypta.
Di fatto è una parte della cantina di casa mia, in pratica ci abito.
Ci dormo anche, più fresca d'estate e d'inverno posso lasciare la finestra aperta, non spalancata.
Ha un calorifero sovradimensionato e quando accendo, la mattina, il riscaldamento, non impiega molto a ritornare a temperature accettabili.
Fumo anche, lasciare la finestra aperta è quasi una necessità, oltre che, per me, una comodità.
Mi piace dormire al freddo sentendo il peso delle coperte.
Quando è stato costruita stavo finendo il liceo, primi anni '80, e mi ricordo che pensai:"Toh, un posto tutto per me solo ora che mi manca l'università, tra 5 o 6 anni non servirà più".
Di solito studiavo in cucina, oppure, se non dovevo scrivere, al cesso.
Studiavo poco del resto...
Sono ancora lì, anzi, qui.
Quando ho cominciato a scrivere, più leggere, su un forum, mi è venuto spontaneo assumere come nickname crypta, il nome del posto in cui mi trovo.
Niente di funereo.
E' invece stato solo un caso se, prima sui blog, poi in altri posti, uso il mio vero nome.
O forse non è stato un caso. Il caso è stato arrivare in quei blog, come firmarmi l'ho deciso io.
Tipico post di soli cazzi miei.
giovedì 23 settembre 2010
Rammstein ed Eugenio Montale
Magari i Rammstein con gli Ultravox non hanno in comune nulla.
Ma i due video che seguono, l'uno musicale e l'altro solo parlato, hanno in comune la stessa idea...
Niente altro da aggiungere.
Ma i due video che seguono, l'uno musicale e l'altro solo parlato, hanno in comune la stessa idea...
Niente altro da aggiungere.
Rammstein-Sonne (traduzione)
Sarà tardi, ma quando contano, mi ricordano i suoni degli Ultravox...
Sì, è tardi, meglio andare a letto e non scrivere cagate.
martedì 7 settembre 2010
Bück Dich -RAMMSTEIN- Piegati
Interessante l'ossessività del ritmo, la ripetizione del suono metallico dell'intro, un martellamento...Che sia una metafora?
Ich bin enttäuscht, total enttäuscht.
lunedì 30 agosto 2010
Sono disorientato
Ho guardato sul dizionario d'inglese e, tra i vari sinonimi per tradurre "disorientato", ho trovato "puzzled".
Mi piace. Rende l'idea dell'immagine spezzettata, formata dall'unione di tante tessere, difficili da unire per formare una figura sensata ma che è facilissimo mischiare in modo che il disegno perda intelleggibilità pur non perdendo neppure una sua linea, neanche una sfumatura dei suoi colori.
Mi sento così oggi, e non solo per come mi trovo nel posto da cui ho preso l'immagine sopra, ma anche per come sono nella vita. Puzzled, disorientato. Non a pezzi, ma un disegno mischiato e incomprensibile.
C'è gente che ogni tanto afferma di sapere chi sia. Lo spero per loro. Per quanto mi riguarda non credo che sia una cosa tanto facile da sapere per chiunque. Anche Socrate usò come proprio motto, quasi un'invocazione, la frase incisa sul tempio di Delfi: "Conosci te stesso".
L'immagine sopra mi rappresenta un po'.
Mi capita non di rado di vedere il mondo come attraverso un vetro, lì c'è una grata e l'idea di separazione la dà comunque.
Sono solo, cosa che mi capita spesso in senso proprio, la cerco anche quel genere di solitudine, ma mi accade pure, in senso lato, quando mi trovo in compagnia.
Accade, ci vuole poco, nessuno se ne accorge al momento tranne me stesso e, da una situazione conviviale mi trovo, pur non cambiando posto, in una dimensione solitaria e distante. Vedo quello che succede, ascolto, ma non ci sono. Questo non lo cerco e tantomeno è piacevole.
Quando succede cerco di andarmene.
Forse l'immagine sopra rappresenta bene anche come mi vedono gli altri.
Un po' di muri e una finestra chiusa da una inferriata da cui si può intravedermi.
E' anche un mezzo di difesa per me...O forse sono così...Non è divertente.
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