sabato 10 aprile 2010

2004-2010, una certa -piccola? grande?- parte di me

Quando mia mamma morì mia sorella disse subito quelle parole, che poi avrei anche letto in qualche articolo trovato in internet, qualche anno dopo, che trattava della elaborazione del lutto.

Mi disse, sulla rampa del pronto soccorso, dove l'avevano portata.
"Marco, mi sento amputata".

Per me fu diverso.
Per un lungo periodo - un anno, un po' di meno, un po di più, non so - mia madre divenne la morte di mia madre. Mi ricordavo solo del momento della morte. Non avevo allucinazioni, ma fissavo il pavimento nel punto dove l'avevo stesa per farle il massaggio cardiaco. Quando passavo, a volte, facevo un passo come per scavalcarne il corpo.

Fisso il momitor, rileggo e mi accorgo che avrei troppo da scrivere, sono un lento dattilografo e non mi piace lasciare troppi errori. Vanità che impone brevità.

Per non pensare mi reiscrissi ad ingegneria. Fui quasi spinto da mio padre e mia sorella a farlo. Ne feci una questione di soldi e, per una volta nella vita, mi diedi un obiettivo. Il test di ammissione costava 30 Euro, potevo permettermeli, ma se non fossi stato nella prima metà della graduatoria non mi sarei iscritto.
Per ingegneria il test non era vincolante all'iscrizione per il banale fatto che c'erano più posti che aspiranti.
Mi classificai nel pimo 10%, nonostante il basso voto di maturità che pesava per la metà nel calcolo della graduatoria.

...

Scoprii che avrei potuto diventare ingegnere.
Il blocco da esame era sparito. Riuscivo addirittura a parlare ai professori senza particolari emozioni, cosa che, quando era il tempo giusto per farlo, per me era addirittura impensabile.
Feci qualche esame.
Non me ne frega più un cazzo, ora, di diventarlo.

...

Mia sorella, già madre, ebbe due aborti spontanei nell'arco di tre anni. Non c'era più la mamma ad accompagnarla alle visite mediche, andavo io, voleva che fossi io che l'accompagnassi.
Io non ho le parole per consolare una donna che piange.
Stetti zitto.

...

Mio nipote mi ha preso a modello.
Preoccupante. Ma posso capire il perchè. Quando andavo a casa di mia sorella  lo tenevo sulle ginocchia mentre stavo al computer e gli disegnavo i marzianini. Quando, raramente, andavo a prenderlo all'asilo era contentissimo del giro sulla bicicletta che gli facevo fare.
Quando mi chiede qualcosa ha una risposta. Mi sono imposto di fare così. Se non ho risposta lo dico chiaramente. Mi ha chiesto cos'è una vergine e gli ho risposto che è una fanciulla, per i dettagli c'è tempo.
Non aveva ancora compiuto i tre anni quando, un pomeriggio, aprì il cassetto in cui teneva i suoi giochini e mi diede due suoi pezzi plastica. Uno è un regalo e l'altro è un portafortuna, mi disse.
Il regalo più bello che ho ricevuto.

...

10 mesi, circa, fa è nato il secondo nipote.
Gravidanza a rischio.
Quello che seguiva di più mia sorella ero io.
Mi mancano 4 esami e non so se mai li darò.

...

Il secondo nipote quando mi vede allunga le braccia verso di me.
Certe volte, quando è in braccio a sua madre, cerca di venire da me.
Questo non lo capisco.

...

Sono qua e vorrei essere da un'altra parte, ma non so quale parte.
Giorni fa ne ho parlato con mia sorella. Gli ho detto di considerare che potrei anche andare, che si tratta della mia vita e che, in ogni caso, finchè papà è vivo non me ne andrei, non scappo lasciandolo solo.
Si è messa a piangere.
Mi ha ricordato che quando la mamma è morta si era sentita amputata, che io ho sostituito in parte quella mancanza, che mi vede quasi, quasi, come la mamma.




Per tuttto questo non ho conclusioni da trarre. In questo momento non ci riuscirei nemmeno.
Rimpiango molto della mia vita.
Avrei preferito vivere in un ambiente in cui fosse chiara la distinzione tra liubov e liubik, tra l'amore e il divertimento, ma so che molto di quello che non è successo lo devo solo al caso e a me stesso.
Il pane che sto mangiando adesso non è pane altrui e non è gratis, nonostante non abbia un reddito da lavoro.
Lasciando correre l'immaginazione anche nel gioco dell'amore la cosa peggiore che mi potrebbe capitare non sarebbe non farlo mai più ma di cercare, cercare, voler ottenere, una scopata gratis.
E' gratis la parola chiave.
Per me sarebbe un prezzo troppo alto.
Perchè sarebbe comunque un prezzo.
Se deve essere divertimento che lo sia per entrambi, o anche qualcuno in più.
Altrimenti meglio pagare un servizio, se proprio sono disperato.



Oggi è una bella giornata di sole, calda. Avrei fatto meglio a fare un giro in bicicletta piuttosto che scrivere qui.
Ma oggi ho freddo dentro.

2 commenti:

  1. Sto venendo a rileggerlo più volte questo tuo meraviglioso post.Sento di violare però qualcosa di molto grande, più grande di me. Non so perchè , mi hai fatto sentire una donnetta banale, ma non è colpa tua è una cosa mia.
    Non so perché hai lasciato delle cose a metà. Invidio un po' tua sorella, sarà perché io un fratello non ce l'ho più. Ti lascio un bacio, un bacio innocente...un bacio per quello che hai scritto, tu non lo sai forse, ma sei una bella persona.

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  2. Ma che banale!
    Hai la tua vita, hai fatto le tue scelte, devi esserne orgogliosa.

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