lunedì 30 agosto 2010
Sono disorientato
Ho guardato sul dizionario d'inglese e, tra i vari sinonimi per tradurre "disorientato", ho trovato "puzzled".
Mi piace. Rende l'idea dell'immagine spezzettata, formata dall'unione di tante tessere, difficili da unire per formare una figura sensata ma che è facilissimo mischiare in modo che il disegno perda intelleggibilità pur non perdendo neppure una sua linea, neanche una sfumatura dei suoi colori.
Mi sento così oggi, e non solo per come mi trovo nel posto da cui ho preso l'immagine sopra, ma anche per come sono nella vita. Puzzled, disorientato. Non a pezzi, ma un disegno mischiato e incomprensibile.
C'è gente che ogni tanto afferma di sapere chi sia. Lo spero per loro. Per quanto mi riguarda non credo che sia una cosa tanto facile da sapere per chiunque. Anche Socrate usò come proprio motto, quasi un'invocazione, la frase incisa sul tempio di Delfi: "Conosci te stesso".
L'immagine sopra mi rappresenta un po'.
Mi capita non di rado di vedere il mondo come attraverso un vetro, lì c'è una grata e l'idea di separazione la dà comunque.
Sono solo, cosa che mi capita spesso in senso proprio, la cerco anche quel genere di solitudine, ma mi accade pure, in senso lato, quando mi trovo in compagnia.
Accade, ci vuole poco, nessuno se ne accorge al momento tranne me stesso e, da una situazione conviviale mi trovo, pur non cambiando posto, in una dimensione solitaria e distante. Vedo quello che succede, ascolto, ma non ci sono. Questo non lo cerco e tantomeno è piacevole.
Quando succede cerco di andarmene.
Forse l'immagine sopra rappresenta bene anche come mi vedono gli altri.
Un po' di muri e una finestra chiusa da una inferriata da cui si può intravedermi.
E' anche un mezzo di difesa per me...O forse sono così...Non è divertente.
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quella parola in inglese piace anche a me... rende l'idea.
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